Italia per Stranieri http://www.italiaperstranieri.com Tutto sull'Italia Fri, 09 Dec 2016 18:45:25 +0000 en-US hourly 1 http://www.italiaperstranieri.com/wp-content/uploads/cropped-italy-flag-quad-45x45.png Italia per Stranieri http://www.italiaperstranieri.com 32 32 Il violinista rapito – Toscana leggenda http://www.italiaperstranieri.com/racconti/toscana/668/il-violinista-rapito-toscana-leggenda/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-violinista-rapito-toscana-leggenda Sun, 26 Jun 2016 13:39:29 +0000 http://www.italiaperstranieri.com/?p=668 C’era una volta un piccolo paesino nella campagna toscana. Era un paesino proprio piccolo, così piccolo che nessuno, al giorno d’oggi, se ne ricorda più. Anche il nome originale del villaggio, ormai, è stato dimenticato. E pure la sua esatta ubicazione. Quello che si sa e si ricorda oggigiorno di questo paesino è solo il fatto che sorgeva su una collinetta nella campagna vicino a Lucca.

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Un piccolo paesino nella campagna toscana

C’era una volta un piccolo paesino nella campagna toscana. Era un paesino proprio piccolo, così piccolo che nessuno, al giorno d’oggi, se ne ricorda più. Anche il nome originale del villaggio, ormai, è stato dimenticato. E pure la sua esatta ubicazione. Quello che si sa e si ricorda oggigiorno di questo paesino è solo il fatto che sorgeva su una collinetta nella campagna vicino a Lucca.

In realtà c’è anche un’altra cosa che gli abitanti della Toscana sanno di questo piccolo villaggio, anche se nessuno sa dire con certezza se si tratti di verità o leggenda. Si tratta di una storia, tramandata di padre in figlio dai tempi in cui avvenne – o fu inventata – fino al giorno d’oggi. È la storia del violinista rapito dalle streghe.

Il mago dell’archetto

Il violinista in questione, il cui nome era Giovanni, suonava il violino come nessun altro. Era talmente bravo che era stato addirittura soprannominato “il mago dell’archetto”. Giovanni era nato con questo dono e, dall’età di tre anni e un giorno, riusciva a far cantare lo strumento come nessun altro musicista della regione era mai riuscito a fare e forse come nessun altro riuscirà mai. Aveva imparato a suonare il violino da solo, senza maestri e senza spartiti. Da quando suo padre, un liutaio famoso in tutta Italia per la sua maestria nel produrre liuti e violini dall’acustica eccezionale, gli aveva regalato un violino fatto personalmente a mano per lui, il piccolo Giovanni aveva suonato e incantato tutti gli abitanti del villaggio ad ogni festa, sagra e cerimonia, anno dopo anno.

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Delle streghe della valle

Con il passare del tempo, la fama della bravura del violinista si espanse sempre di più, finché giunse perfino alle orecchie delle streghe della valle, di solito sempre isolate dal mondo e del tutto indifferenti a quello che succedeva agli esseri non magici.

Non appena seppero di questo violinista talmente bravo da incantare qualsiasi tipo di pubblico, le streghe decisero ridendo tra di loro di metterlo alla prova.

Durante una buia notte senza luna, due streghe, in sella alle loro scope, si recarono al villaggio e rapirono Giovanni e il suo violino.

Pazza festa mensile

Lo portarono sulla collina più alta della valle per farlo partecipare alla loro pazza festa mensile e gli dissero: “Suona per noi il violino come non hai mai suonato prima e in compenso ti daremo migliaia di monete d’oro”. Giovanni era talmente stupito e sorpreso che suonò per ore e ore senza neanche accorgersi della stanchezza, sognando già la ricchezza che lo aspettava.

Alla fine della festa le streghe riportarono il violinista nel suo letto e riempirono la sua casa con monete d’oro a non finire. Giovanni si addormentò felice pensando a quello che avrebbe fatto con tutto quel denaro.

Dormì tutto il giorno e tutta la notte successiva. Quando finalmente si svegliò, balzando giù dal letto per contare il suo denaro, scoprì con immensa delusione che tutte le monete erano scomparse.

La leggenda non ci dice se questo successe per colpa di un trucco magico delle streghe o della poca onestà di
qualche altro abitante del villaggio.

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Napoli capitale del sud http://www.italiaperstranieri.com/viaggi/campania/660/napoli-capitale-del-sud/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=napoli-capitale-del-sud Sun, 10 Apr 2016 17:12:06 +0000 http://www.italiaperstranieri.com/?p=660 Napoli è vita vissuta e teatralità di strada, la vita si svolge in modo totalmente diverso da altre città italiane, la popolazione ha uno stile di vita che si potrebbe definire speranzoso, non a caso in questa città, l’arte di arrangiarsi è diventata arte a tutti gli effetti entrando prepotentemente nel costume della città e dei suoi abitati.

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Vedi Napoli e puoi muori

Il detto napoletano è significativo, ma per chi non ha mai visto la città è bene sapere che non si può morire senza averla vista e assaporata, Napoli è unica, non è una città italiana ma è un mondo a parte, storia e cultura rendono la città incredibilmente internazionale e al tempo stesso particolarmente singolare.

Napoli è vita vissuta e teatralità di strada, la vita si svolge in modo totalmente diverso da altre città italiane, la popolazione ha uno stile di vita che si potrebbe definire speranzoso, non a caso in questa città, l’arte di arrangiarsi è diventata “arte” a tutti gli effetti entrando prepotentemente nel costume della città e dei suoi abitati.

I castelli di Napoli

Come altre importanti città italiane anche Napoli ha grandi monumenti da mostrare, i castelli sono oltre una decina dislocati in varie aree della città, i più famosi in assoluto sono un paio, il Maschio Angioino che si trova a poca distanza dal Teatro San Carlo e, la Galleria Umberto, si affaccia sulla grande piazza Municipio, oggi il castello ospita il Museo Civico.

Altro famoso è il Castel dell’Ovo, il quale si affaccia sul golfo formando una piccola penisola raggiungibile attraversando il ponte che lo collega alla strada del lungo mare di Mergellina nei quartieri San Ferdinando e Chiaia, adiacente al Castel dell’Ovo si trova il porticciolo turistico e intorno i ristoranti tra più famosi di Napoli.

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Il centro storico di Napoli

Difficile descriverne la particolare bellezza e la vita com’è vissuta dai napoletani, le vie principali da visitare sono via Dei Tribunali molto caratteristica con i suoi loggiati e le piccole botteghe, poi via San Gregorio Armeno famosa per le tante botteghe degli artigiani che realizzano statue del presepe a mano, antica tradizione napoletana.

In quest’area si contano altri importanti monumenti come la Basilica di San Paolo Maggiore e la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, queste seguendo via dei Tribunali, non molto distante a circa il Duomo detto anche di San Gennaro dove sono custoditi i suoi tesori.

Le Chiese e le piazze del centro

Sono circa 200 di cui 10 di queste è da visitare altrimenti è come non aver visto Napoli. La più nota dopo il Duomo è la Chiesa di San Francesco di Paola, posta al centro dell’altrettanto bella e grandissima Piazza Plebiscito, entrambi icona di Napoli, altra chiesa straordinaria è la Basilica Santuario Carmine Maggiore nei pressi della Piazza del Mercato.

La Chiesa del Gesù Nuovo e l’antistante Piazza del Gesù Nuovo dal quale prende il nome, al centro della piazza si trova il bellissimo obelisco dell’Immacolata, a poca distanza dalla Chiesa si arriva al vero cuore della città di Napoli, il centro tagliato in due dalla strada del Decumano Inferiore detta anche Spaccanapoli.

Nella parte più antica di Napoli altre decine di Chiese chiuse e pericolanti, purtroppo lasciate in decadenza e presto se non restaurate, saranno rase al suolo.

Arte cultura e cibo

Napoli racchiude in sé tutto questo, nelle vie più famose come Via Toledo, Via Chiaia e Via dei Filangieri si possono vedere le firme più blasonate della Moda italiana e internazionale. Palazzi storici e interi quartieri di Napoli come quelli Spagnoli, sono dei monumenti architettonici di rara bellezza, nei quartieri Spagnoli è come essere in una città asiatica nello stesso tempo in un borgo italiano, è una città nella città.

La cultura a Napoli si respira nell’aria e questo nonostante le sue mille contraddizioni, per il turista Napoli si ricorderà per mille cose, ma principalmente per la vista del golfo e del Vesuvio ma soprattutto per il cibo.

Mangiare a Napoli è un’arte, la pizza famosa in tutto il mondo non a caso è stata inventata proprio qui, per chi non conosce la cucina napoletana, scoprirla sarà come aprire le porte del Paradiso.

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Ciambelline al vino – Biscotti della nonna http://www.italiaperstranieri.com/ricette/umbria/634/ciambelline-al-vino-biscotti-della-nonna/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ciambelline-al-vino-biscotti-della-nonna Tue, 23 Feb 2016 18:45:31 +0000 http://www.italiaperstranieri.com/?p=634 Le ciambelline al vino sono dolcetti tipici del'Umbria e del Centro Italia. Sono semplici ma meravigliosamente deliziosi. Si possono preparare con con pochi ingredienti che tutti abbiamo in casa e si ottiene un risultato eccezionale, irresistibile già al primo morso.

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Le ciambelline al vino sono dolcetti tipici del’Umbria e del Centro Italia. Sono semplici ma meravigliosamente deliziosi. Si possono preparare con con pochi ingredienti che tutti abbiamo in casa e si ottiene un risultato eccezionale, irresistibile già al primo morso.
Ciambelline al vino – Biscotti romani

Tempo di preparazione: 20 min.

Tempo di cottura: 15 min.

Tempo totale: 35 min.

Risultato: 1/2 kg

Dosi: per 6 persone

Ciambelline al vino – Biscotti romani

Ingredienti

1 tazza di zucchero
1 tazza di olio
1 tazza di vino bianco
1 cucchiaino di lievito per dolci
Farina q.b

Procedimento

  1. Mescolare insieme l'olio, il vino bianco e lo zucchero.
  2. Unire lentamente la farina e il lievito per dolci fino ad ottenere un composto omogeneo e solido ma non troppo duro.
  3. Con piccole parti di impasto formare dei rotolini e poi chiudere a forma di ciambella.
  4. Dovrebbero essere piccole, circa il diametro di un bicchiere.
  5. Mettere della carta da forno in una teglia e posizionare le ciambelline ottenute.
  6. Cuocere in forno a 180° per 10/15 minuti.
  7. Una volta diventate dorate saranno pronte.

Si consiglia di mangiarle accompagnate con del buon vino.

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Grazie alla loro fragranza possono essere conservate in luogo fresco ed asciutto anche per qualche giorno. Se passate prima della cottura nello zucchero semolato otterrete un risultato ancora più goloso e croccante!

Ricetta a cura di I Love It School – Istituti di lingua e cultura italiana di Orvieto, Umbria.

Studiare la lingua italiana in Italia è il modo migliore e più veloce di imprare l’italiano.
Ad “I Love It School” potrete abbinare lo studio della lingua con i corsi di cucina.
Imparerete a parlare cucinando…come un vero chef italiano!

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La leggenda della nascita del Risotto alla Milanese http://www.italiaperstranieri.com/racconti/lombardia/628/la-leggenda-della-nascita-del-risotto-alla-milanese/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-leggenda-della-nascita-del-risotto-alla-milanese Sun, 24 Jan 2016 14:16:20 +0000 http://www.italiaperstranieri.com/?p=628 Il risotto alla milanese è uno dei piatti preferiti dagli italiani di tutta la penisola, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, non solo in Lombardia. La storia di questo piatto ottimo e allo stesso tempo dagli ingredienti molto semplici risale al XVI secolo.

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Il risotto alla milanese è uno dei piatti preferiti dagli italiani di tutta la penisola, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, non solo in Lombardia. La storia di questo piatto ottimo e allo stesso tempo dagli ingredienti molto semplici (ma non economici!) risale al XVI secolo.

Nel 1574, nella città di Milano, capitale della Lombardia, era in corso la costruzione del famoso e monumentale Duomo.

Fra i maestri vetrai che stavano lavorando alle vetrate del Duomo, ce n’era uno, Valerio, che era un vero artista nel suo mestiere e che si stava dedicando alla decorazione della vetrata con la storia di diversi episodi della vita di Sant’Elena.

Il lavoro di Valerio era uno splendore di vetri dai colori brillanti ed intensi, tra i più belli ed ammirati di tutto il Duomo. Per ottenere questi colori, l’artigiano aveva però un segreto, di cui erano a conoscenza soltanto due persone in tutta Milano: Valerio stesso ed il suo aiutante.

Il maestro vetraio, oltre ad essere un artista dal valore impareggiabile, era anche un buongustaio, ed era ormai diventato il cliente più abituale della sua locanda di fiducia a Milano. Molto spesso vi si recava accompagnato dalla figlia Laura e dall’aiutante vetraio, che era perdutamente innamorato della ragazza. Laura e Valerio, però, non si erano mai accorti di questo amore, e l’aiutante non ebbe mai abbastanza coraggio da dichiararsi alla bella giovane.

Un soleggiato mezzogiorno di maggio, mentre padre e figlia mangiavano un ottimo arrosto presso la locanda, il figlio del proprietario del locale entrò dalla porta principale, di ritorno da un viaggio lungo e avventuroso. Il giovane corse ad abbracciare il padre e, un istante più tardi, i suoi occhi incontrarono quelli di Laura.

I due giovani si innamorarono a prima vista e poco tempo dopo decisero di sposarsi.

Durante il banchetto di nozze, l’aiutante del maestro vetraio, roso dall’invidia per il figlio del locandiere e amareggiato dall’aver perso per sempre la sua amata Laura e per non averle mai dichiarato il proprio amore, decise di rovinare la festa a tutti. Pensando e ripensando a qualche trucco da usare per rovinare il banchetto, all’improvviso si ricordò dello zafferano usato dal suo maestro.

Corse subito alla bottega a prenderne un bel po’ e ritornò veloce alla locanda, dove gli sposi e gli invitati stavano per iniziare a mangiare. Non visto, entrò di soppiatto in cucina e versò lo zafferano nel risotto.

Ma il suo atto di gelosia non ebbe affatto l’effetto sperato.

Attirati dal colore brillante del risotto, gli sposi e gli invitati al banchetto ne presero un po’ per ognuno e, con gran sorpresa loro e dell’aiutante geloso, il riso risultò… delizioso!

E fu così che nacque quello che oggi è conosciuto in tutto il mondo come Risotto alla Milanese.

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La Biscia Golosa nella campagna emiliana http://www.italiaperstranieri.com/racconti/emilia-romagna/619/la-biscia-golosa-nella-campagna-emiliana/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=la-biscia-golosa-nella-campagna-emiliana Sun, 10 Jan 2016 16:34:20 +0000 http://www.italiaperstranieri.com/?p=619 Nelle belle campagne dell’Emilia Romagna si aggira un animale un po’ speciale, una specie davvero unica che non si può trovare in nessun altro luogo al mondo. Si tratta di una biscia, un serpentello per niente velenoso, che vaga e striscia indisturbato fra Parma, Modena, Bologna e Ravenna, percorrendo dall’alto in basso tutte la regione senza mai fermarsi.

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Nelle belle campagne dell’Emilia Romagna si aggira un animale un po’ speciale, una specie davvero unica che non si può trovare in nessun altro luogo al mondo. Si tratta di una biscia, un serpentello per niente velenoso, che vaga e striscia indisturbato fra Parma, Modena, Bologna e Ravenna, percorrendo dall’alto in basso tutte la regione senza mai fermarsi.

Ma è raro che questo serpente rimanga a lungo in città. Ogni sera, infatti, va in cerca di qualche isolata casa di campagna per intrufolarsi, indisturbato e non visto, nella camera di qualche neonato.

Niente paura! Non è un animale pericoloso, e i bimbi non corrono alcun rischio perché la biscia non è per niente interessata a loro, ma al latte materno, di cui è estremamente, veramente ed incredibilmente ghiotta.

Narra infatti la leggenda che questo curioso animale debba cibarsi ogni notte con un po’ di questo latte per accumulare le energie necessarie che le permetteranno di continuare ogni giorno i suoi infiniti pellegrinaggi per la regione.

Oltre che ghiotto, questo serpentello è anche un animale furbo, anzi furbissimo! Senti un po’ qual è il suo trucco geniale per accaparrarsi ogni giorno un po’ della sua bevanda preferita.

Dopo essere entrata di soppiatto nella camera di un neonato, la biscia cerca un buon nascondiglio da cui osservare, non vista, quello che succede nella stanza. Aspetta quatta quatta che la mamma metta il piccolo o la piccola a dormire, e continua ad attendere, senza fretta.

Ma che cosa aspetta? Probabilmente l’avrai già indovinato! La biscia aspetta che il bebè cominci a piangere per avere un po’ di cibo. A questo punto, il furbo animaletto si avvicina più veloce che può, ma senza farsi vedere, al letto o alla culla del piccolino.

Quando arriva la mamma che, al buio, prende in braccio il suo neonato, il serpentello ruba il posto al piccolo e si beve un po’ di latte! Per non far piangere il bambino, gli offre la sua coda come ciuccio e il piccolo per un momento non si accorge di niente.

Dopo un po’, però, il bambino insoddisfatto comincia a piangere di nuovo e la sua mamma, a questo punto piuttosto confusa, accende la luce per scoprire quello che sta succedendo nella stanza. Allora la biscia fugge via, veloce e sorridente, lasciandosi alle spalle un bambino piagnucolante e una mamma sbalordita!

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